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Introduzione
Le recenti evoluzioni normative hanno gradualmente spostato l’attenzione dell’opinione pubblica sull’importanza del contenimento dei consumi energetici in edilizia.
Questo processo evolutivo è ancora in corso e sta coinvolgendo anche gli aspetti legati ai requisiti acustici passivi degli edifici. E’ infatti in corso di approvazione una normativa che prescrive la “certificazione acustica” degli edifici che, unitamente alla certificazione energetica, contribuirà a fornire agli utenti informazioni fondamentali per valutare la qualità degli immobili.
La cura di tutti questi aspetti non è fine a se stessa: dotare le nostre abitazioni di efficaci isolamenti termoacustici e di impianti moderni ed efficienti contribuisce a ridurre sensibilmente i costi di gestione e garantisce un comfort notevolmente superiore.
Il raggiungimento di prestazioni elevate non è tuttavia prerogativa esclusiva delle nuove costruzioni, esistono numerose tipologie di intervento che consentono di portare, con opportuni interventi di straordinaria manutenzione, a livelli eccellenti anche gli edifici esistenti.
Isolamento termico
Uno dei migliori sistemi per ridurre le dispersioni di calore degli immobili è l’isolamento a cappotto delle tamponature. Le pareti perimetrali incidono infatti per circa il 50% delle dispersioni totali dell’involucro ed attraverso questa tecnica di intervento si ottiene il duplice vantaggio di abbattere notevolmente tali dispersioni e di annullare i ponti termici, frequente causa di muffe all’interno delle abitazioni.
Questo intervento presenta inoltre una duplice valenza, infatti oltre a migliorare le prestazioni di isolamento termico delle pareti contribuisce a proteggerle dagli agenti degradanti presenti nell’atmosfera aumentandone la durabilità.
Anche isolare meglio le coperture degli edifici ha una discreta importanza nel contenimento dei consumi energetici. Ciò specialmente in quelle unità immobiliari, poste agli ultimi piani, per le quali le dispersioni
attraverso la copertura hanno una discreta rilevanza.
Inoltre, realizzando coperture di tipo “ventilato”, si ha l’opportunità di migliorare anche il comfort estivo limitando il surriscaldamento degli ambienti interni.
Isolamento acustico
La sostituzione degli infissi tradizionali (a vetro singolo) con quelli di nuova concezione (doppio o triplo vetro con telai a taglio termico) consente di migliorare non solo le prestazioni di isolamento termico ma anche e soprattutto l’isolamento acustico. Specialmente dal punto di vista del rumore le finestre costituiscono un punto critico e l’installazione di infissi che garantiscano un buon “abbattimento” acustico assicura un comfort superiore.
Se è prevista l’installazione di un impianto radiante a pavimento o se si effettuano interventi che prevedono la demolizione dei massetti è consigliabile approfittarne per prevedere un pavimento “galleggiante” che riduce notevolmente la trasmissione del rumore da un piano all’altro.
Questo intervento consiste nell’isolare acusticamente il massetto svincolandolo dal resto della struttura attraverso del materiale fonoisolante e migliorandone in maniera notevole le proprietà di isolamento acustico dei rumori da calpestio.
Altri interventi di miglioramento delle prestazioni acustiche possibili nell’ambito di un intervento di riqualificazione sono l’inserimento di giunti e staffe elastiche che servono a ridurre le vibrazioni di impianti e scarichi, principali fonti di rumore all’interno degli edifici.
Miglioramenti impiantistici
I moderni impianti di riscaldamento sono in generale più economici, funzionali, silenziosi ed efficienti degli impianti esistenti in edifici anche solo di 10-15 anni di età.
Una delle operazioni più semplici, perché economica ed efficace è la sostituzione del generatore di calore tradizionale (caldaia) con uno nuovo a condensazione che garantisce una sensibile riduzione dei consumi di combustibile.
Tale intervento risulta ancora più efficace se abbinato ad un impianto di riscaldamento radiante (a pavimento, a parete o a soffitto).
L’adozione di questa tecnologia comporta numerosi vantaggi: utilizza acqua a temperatura più bassa rispetto ai sistemi tradizionali (35°C rispetto 70°C) consentendo un risparmio in termini di consumo di combustibile, garantisce una migliore distribuzione del calore all’interno dell’abitazione e migliora la salubrità degli ambienti limitando i moti convettivi, è utilizzabile anche per il condizionamento in fase estiva.
Nel campo del condizionamento sono invece attualmente disponibili sul mercato delle pompe di calore ad alto rendimento alimentabili sia con energia elettrica che con gas metano o GPL.
Queste macchine, grazie ad una migliore stabilità del rendimento, possono essere utilizzate per il riscaldamento, il raffrescamento e la produzione di acqua calda sanitaria.
Le fonti rinnovabili
Per quanto riguarda lo sfruttamento delle fonti rinnovabili si hanno diverse opzioni: i pannelli solari termici, i pannelli fotovoltaici e i sistemi geotermici.
I pannelli solari producono acqua calda sanitaria sfruttando l’energia solare e possono coprire fino al 70% del fabbisogno annuo di calore per il riscaldamento dell’acqua.
I pannelli fotovoltaici, sfruttando anch’essi l’energia solare, producono elettricità e sono attualmente incentivati con il conto energia. Possono essere dimensionati per bilanciare il proprio consumo elettrico oppure sovradimensionati come forma di investimento (l’incentivo statale premia il totale dell’energia prodotta).
La geotermia sfrutta invece il calore del sottosuolo: già a moderate profondità il terreno ha infatti una temperatura stabile di circa 15°C che aumenta gradualmente man mano che ci si approfondisce (circa 1°C ogni 100m).
Questa temperatura non è influenzata dalle condizioni climatiche esterne e costituisce una fonte di energia termica a “costo zero” che può essere sfruttata attraverso una pompa di calore per il riscaldamento ed il raffrescamento di edifici.
Lo sfruttamento dell’energia avviene facendo passare nel terreno le tubazioni con il fluido termovettore: nella stagione invernale il terreno avrà una temperatura più elevata rispetto all’aria esterna, viceversa nella stagione estiva più fredda.
La pompa di calore utilizza questa differenza di temperatura per fornire calore agli ambienti abitativi (prelevandolo dal terreno) o per estrarlo dagli stessi (cedendolo al terreno).
Le pompe di calore geotermiche si prestano particolarmente all’abbinamento con i sistemi a pannelli radianti che necessitano di acqua a bassa temperatura.
Tale principio viene applicato anche alla ventilazione: è cioè possibile prevedere impianti di ricambio dell’aria all’interno degli edifici che pre-riscaldano l’aria esterna da immettere negli ambienti attraverso il calore del terreno.
Questo sistema è ancora più efficace se abbinato ai “recuperatori di calore”, cioè macchine che prelevano calore dall’aria “viziata” da estrarre per fornirlo all’aria esterna che viene immessa in ambiente.
(Ing. Andrea Gaggiotti, Studio “ACALE” - Ancona)
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