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Fino a pochi anni fa a Jesi si poteva sentir dire “Mî marido fadiga giù lo stabbilimento” ed era certo che qualunque jesino DOC avrebbe ben compreso dove lavorasse quel signore: al cascamificio, naturalmente!
Il Cascamificio, opificio storico, sorto all’inizio del secolo scorso nei pressi della stazione ferroviaria ed affacciato sulla Granita, ha rappresentato per decenni una fonte di lavoro e di sviluppo per la città ed i suoi abitanti.
La notte fra il 19 e il 20 giugno 1944, i tedeschi messi in fuga dall’artiglieria americana, decidono di fare terra bruciata. I guastatori nazisti colpiscono diverse strutture civili e produttive di Jesi: distruggono, tra l’altro, l’acquedotto, la stazione, la Torre, il mercato, lo zuccherificio ed anche il cascamificio. Poi, per contrastare l’inseguimento, fanno saltare alcuni ponti sia all’interno della città che nei suoi punti di accesso.
Il cascamificio riprende vita dopo la guerra e continua a dare lavoro a centinaia di uomini e donne fino ad un decennio fa. Da allora rimane abbandonato ed esposto all’usura del tempo e degli elementi atmosferici.
Ora, finalmente, Jesi può riappropriarsi di un pezzo tanto storicamente importante della sua città, per offrirlo a nuova vita. L’ex Cascamificio tornerà, a breve, ad essere fonte di sviluppo e cuore pulsante della città.
Il piano di recupero, fortemente voluto e deciso dall’Amministrazione Comunale, è stato progettato e sarà attuato dalla Corex, una società di cui Coedi fa parte assieme a VUESSE Impianti e Service & Consulting.
Tale piano prevede il recupero delle strutture esistenti all’interno di un articolato c omplesso con cui si metteranno a disposizione diverse tipologie immobiliari: negozi, uffici e abitazioni con ampiezze destinate a soddisfare tutte le esigenze.
Rinascerà, insomma, un nuovo borgo a Jesi sotto l’insegna del recupero anche culturale e identitario della città, ma ben rivolto al futuro, allo sviluppo economico e sociale, con l’obbiettivo di rivitalizzare una zona ormai vocata a fungere da interscambio con tutta la Vallesina e, quindi, destinata ad essere una vetrina di quello che Jesi ed i suoi cittadini “sanno fare”.
A Jesi, il futuro si chiama “Borgo Cascami”.
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